Abate Romano

Abate Romano




Sito web: www.romanoabate.tv

Romano Abate è nato a Cividale del Friuli nel 1941. Vive e lavora a Quinto di Treviso. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica, frequenta il biennio allo luav di Venezia. Si diploma maestro d'arte per la ceramica all'Istituto di Nove di Bassano del Grappa. A partire dagli anni Sessanta, con il fratello Ruggero e altri artisti, apre a Treviso lo 'Studio Arturo Martini', realizzando numerose iniziative culturali (esposizioni, lavoro di ricerca con il M.C.E., CIDI, LEND). Attivissimo nella promozione della cultura a Treviso, nel 1987 organizza una mostra di sculture e luci al neon, segnalata nel catalogo internazionale Contemporary Neon di Rudi Stern (1987), e con un gruppo di artisti si batte per l’istituzione di un Centro per le Arti Visive (1989-1992). Insegna educazione artistica fino al 1987, anno in cui abbandona l’attività didattica per dedicarsi interamente alla scultura e alla ricerca nell’ambito della comunicazione visiva. La sua attività espositiva è intensa e qualificata. A partire dal 1965, mostre personali di Abate sono state organizzate in numerose Gallerie e spazi pubblici. Importanti quelle allestite nella città di Treviso (1987), nel Palazzo Roncale di Rovigo (1988), in Palazzo Sarcinelli a Conegliano (1995), la memorabile esposizione Sensori della memoria promossa dal Comune di Padova a Palazzo Zabarella e in diversi luoghi urbani (1999); e ancora le più recenti, nella Chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento (200I) e nella Chiesa di S. Maria dei Battuti a Cividale del Friuli (2003).


Balljana Carlo

Balljana Carlo


Domicilio: via Moriago, 9 / Studio: via Marconi, 39 - 31020 Sernaglia della Battaglia (Tv)

Tel. 0438 966156
Fax. 0438 861014
CelI. 3393467256
Studio di Parigi: 338 8563181
Sito web: www.carloballjana.it / .com
E-mail: info@carloballjana.it

Conosciuto dalla critica ufficiale come lo 'Scultore del vento', è nato a Farra di Soligo il 29 agosto del 1944. Si è laureato in ingegneria e architet­tura artistico-ambientale a Friburgo, in Svizzera. Dal 1963 espone in mostre collettive e personali in tutto il mondo e partecipa a concorsi nazionali ed esteri. Si dedica principalmente alla realizzazione di monu­menti e di grandi opere in spazi pubblici e privati. Ha eseguito oltre centocinquanta monumenti in Europa: un'opera di rilevanza mondiale è il reliquiario in oro e argento che conserva l'apparato vocale di Sant'Antonio nella Cappella del Tesoro nella Basilica Vaticana del Santo di Padova.

Tra le mostre più importanti ricordiamo l'esposizione all'Ateneo San Basso a Venezia nel 1988, al Museo Civico Bellona di Montebelluna nel 1989, all'Espace
Eugène Delacroix a Parigi nel 1991 e, nel 1993, al Museo Fondazione G.B. Cima di Conegliano.
Carlo Balljana ha vinto numerosi riconoscimenti, tra i quali il primo premio medaglia d'oro scultore del Campidoglio a Roma nel 1982 e il primo premio del Concorso Internazionale d'Arte, in occasione del cen­tenario della Tour Eiffel a Parigi nel 1989. Sue opere si trovano nella Città del Vaticano (quattro crocifissi
in bronzo, da Papa Giovanni XXIII a Karol Wojtyla); a Washington (scultura di contadina veneta al Presidente Ronald Regan), a Sotto il Monte (in pro­vincia di Bergamo), nella casa natale di Papa Giovanni XXIII (un importante gruppo bronzo che rappresenta la famiglia dei Roncalli); a Mosca (volo di colombe in bronzo al presidente sovietico Mickail Gorbaciov, 1989) a Sofia in Bulgaria (monumento a Papa Giovanni XXIII, 2002) a Sotto il Monte nel semi­nario del PIME, nel giardino della casa natale di Papa Giovanni XX1lI, un grande complesso bronzeo rap­presentante l'Albero della Vita, 2003.


- Aspetti tecnici e iconografici

Le tecniche utilizzate sono quelle tradizionali: creta, gesso e bronzo, marmo e legno e, talvolta metalli pre­ziosi. Le sculture originali sono fuse al massimo di tre esemplari. Ha realizzato medaglioni commemorativi e alcuni multipli in oro e argento. Oltre che nella scul­tura, lavora nel campo della grafica e dell'incisione. I temi più noti delle sue sculture sono: figure di conta­dini, volti di bambini, ballerine, boscaioli, volti di vecchi e nudi di donne, crocifissi, famosi quelli degli ultimi quattro Papi, ritratto di Papa Giovanni Paolo II in bronzo dorato, scene di carattere religioso e civile. Il mercato di Balljana è internazionale, con punte di collezionismo in Svizzera, Francia, Polonia, New York, Inghilterra, Brasile, Monaco e Kuwait.

- Notizie di critica e di stampa

Vittorio Sgarbi, Indro Montanelli, Card. Angelo Sodano, Giampaolo Mattei, Antonio Ciardi-Duprè, Carlo Sgorlon, Guido Perocco, Franco Solmi, Luigina Bortolotto, Paolo Levi, Enzo Di Martino, Giorgio Saviane, Nantas Salvalaggio, Mario Rigoni Stern, Mario Portalupi, Ugo Facco De Lagarda, Wan Wood, Ugo Fasolo, Giorgio Segato, Mario Possamai Sasso, Giancarlo Bo, Nello Punzo, Guido Massarelli, Antonio Ragni, Paolo Marzano, Carlo Munari, Mariano Fantuzzi, Gianni Zuliani, Arcangelo Paglialunga, Orfeo Tata, Antenore Riguzzi, Edoardo Noseda, Bepi Corso, Biagio Di Meglio, Angelico Poppi; Arturo Jannace, Giuseppe Mugnone, Mirko Sickosky, Luigi Parodi, Viviana Bottacchiari, Antonio Morese, Piero Lazzarin, Salvatore Maugeri, Angelo Mistrangelo, Giuseppe Selvaggi, Alberto Frasson, Dante. Bovo, Sandro Serradifalco e numerosi altri.,.

- Giornali e riviste

Il Corriere della Sera, Il Giorno, Paese Sera, La Notte, L'Unità, L'Aurora, Il Corriere d'Informazione, Nice Matin, La Tribune de Monaco, Paris Matin, Azur, L'Espresso, Novella 2000, Il Giornale, La Stampa, Envenement, Il Piccolo, La Repubblica, Oggi, Avvenire, Il Mattino, La Nazione, Panorama, Lombardia Arte, Il Pungolo Verde, Nuovi Orizzonti, L'Europeo, Il Comanducci, L'Unione Sarda, Bolero, La Sicilia, Times, Tutto Quotidiano, Bolaffi Arte, Il Gazzettino, Artecultura, Il Resto del Carlino, Famiglia Cristiana, Messaggero, Galleria Veneta, L'Arena di Verona.

Barbon Maria Cristina

Barbon Maria Cristina





Maria Cristina Barbon è nata a Treviso dove vive e lavora. Diplomata al Liceo Artistico e laureata in Architettura, impegnata dapprima nell’insegnamento e nella libera professione, decide poi di dedicarsi esclusivamente alla scultura. Ha esposto le sue opere in mostre collettive e personali.

“… Maria Cristina affronta il linguaggio plastico con una potenza delicata e attenta che ci restituisce un codice visivo “classico”, forse anche tradizionale, e immediatamente ci dice che l’arte vera è per tutti e che l’arte vera ha bisogno di regole, di proporzioni , di conoscenza e di misura.
C’è un “femminile plurale” che si concretizza in materia e sceglie il calore della terracotta ed il rigore di una tecnica completamente posseduta in modo tale che si può anche ignorarla.
Ci sono solo due colori: il bianco ed il rosso ed un modellato sapiente e deciso, la padronanza piena di una plastica classica, che si esprime solo- solo?- attraverso la figura, ne indaga le posture , ne studia gli atteggiamenti, conduce l’emozione nel gesto misurato e composto…”

Donata Demattè


Benetton Simon

Benetton Simon


Studio: Via L. Pagani Cesa, 10 - 31100 Treviso / Laboratorio: Via Caselle, 3 - 31100 Treviso

Tel. 0422 303352
Fax. 0422 303783

E-mail: laboratorio@simonbenetton.com
Sito web: www.simonbenetton.com

Simon Benetton è nato il 24 ottobre 1933 a Treviso, dove tuttora abita e lavora nel Suo Studio - Laboratorio . Fin da giovanissimo il ferro ha rappresentato per lui un mondo infinito. Ha frequentato i corsi liberi dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, per poi avventurarsi in una solitaria, liberissima ricerca individuale.
Diversi sono i periodi della sua formazione: dal figurativo alla vibrazione plastica nello spazio dal modulo come simbolo dell'impulso alla dinamica spaziale, dalla piastra, alla macroscultura come elemento ed espressione della volontà e della conquista dell'uomo moderno. Negli ultimi suoi studi la scultura ha preso una nuova dimensione, proiettandosi nello spazio urbano come espressione di libertà e di progresso.
Simon Benetton ha insegnato Scultura all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Collabora con le Scuole Statali dal 1989 nella programmazione e nello sviluppo dei programmi inerenti all'Arte, alla creatività e alla manualità, tenendo conferenze e dimostrazioni pratiche. E' attualmente impegnato in progetti di macrosculture per centri urbani italiani e stranieri. Molto noto in Italia e all'estero, é stato invitato a numerose mostre internazionali e ha ricevuto riconoscimenti e premi in vari paesi. Le sue opere sono state esposte in mostre temporanee collettive e personali, organizzate in spazi pubblici a cura di Enti e città italiane e straniere.
Numerose sue opere sono permanentemente esposte in collezioni e musei pubblici e privati, e in luoghi pubblici sempre accessibili, piazze e giardini di molte città. In esse la gente deve leggere un'immagine che corrisponde, in termini di forme estetiche, all'odierno concetto di spazio, di tempo, di libertà, di socialità e coscienza democratica.
Di lui hanno scritto in innumerevoli occasioni giornali, riviste e rassegne. La bibliografia é vastissima e comprende articoli , cataloghi, monografie. Le sue opere sono state oggetto di documentari e film trasmessi da televisioni nazionali e straniere.


Bonaventura Teresa

Bonaventura Teresa


Noale (VE)


Teresa Bonaventura vive e lavora a Noale in provincia di Venezia.
E’ scultrice del legno che ha sperimentato fin da piccola nella bottega del padre artigiano falegname.
Con lui ha imparato a riconoscere le diverse tipologie, le essenze e la duttilità dei diversi legni.
Innumerevoli sono le personali e le collettive alle quali ha partecipato così come i Concorsi ed i Simposi di scultura in Italia ed all’estero.
Premi e riconoscimenti concorrono a motivare la sua determinazione nel proseguire il faticoso percorso della scultura vissuto come rigorosa ricerca formale ed emotiva.

Ha partecipato tra l’altro:

- “The performing sculptors of Italy” – Philadelphia, USA
- Opera monumentale in ferro e legno “La via della croce” – Masserano, Biella
- “International sculpture symposium 2000” – Hojer, Danimarca
- Progetto scultura “11 artisti al centro dell’arte contemporanea” – Perugia
- Mostra collettiva “Arte e storia” – Roma
- Personale presso Villa Pisani di Stra (Ve)
- Finalista “Premio arte 2003” – Editoriale Mondatori – esposizione opera presso Palazzo della Permanente di Milano
- Mostra Collettiva “Viaggio nella memoria” – Roma, opera acquistata dal Municipio 11 di Roma
- Personale “Eventi 2004” – Businnes Center – Aeroporto Marco Polo di Venezia
- “Shapes and Colours of Venice” – Shanghai Art Museum - Cina


Brugnera Angelo

Brugnera Angelo






Caneva Giuliano

Caneva Giuliano





Giuliano Caneva è nato a Udine nel 1948 dove vive e opera.
Dal 1973 ha partecipato attivamente a manifestazioni culturali in Italia e all'estero.
Le più importanti sono le Biennali Internazionali d'Arte di Venezia del 1993 e 1995.
Sue opere figurano in diverse collezioni pubbliche e private.
Recentemente ha esposto presso gli Istituti Italiani di Cultura di Vienna, Helsinki,
Budapest, Cracovia, Stoccarda.
Giuliano Caneva sa creare rapporti con la struttura e la materia, tra la figura composta e la fisicità dell'oggetto. Legge lo spazio concependolo assieme alle forme minimali che realizza, considerando 1e opere non quali oggetti isolati, legati alla loro espressività originale, ma come sistema di rapporti dove gli elementi plastici si combinano in modo diverso.
Molte delle sculture di Giuliano Caneva suggeriscono un gusto forte per il rigore formale, ma osservando dentro l'uomo Caneva o il suo stesso Studio, emerge un programma affatto diverso.
L'ispirazione del Caneva è capace di divagare e divertire infinitamente, estrinsecandosi in una celebrazione festosa del potere che l'artista ha di inventare, ma anche di riflettere esperienze visive che finiscono col diventare veramente preziose,
Utilizza il legno e la sua calda matericità per dare forma a oggetti-scu1tura che si pongono in una relazione dinamica con lo spettatore-fruitore e lo spazio che li contiene, Non sono opere da ammirare nella loro finitezza, ma oggetti dotati di una vita propria, che sembra vibrare e pulsare nel gioco di volumi e nell'equilibrio cangiante delle forme, Armonie e contrasti, rigore formale e gestualità sapientemente dosati suggeriscono una nuova e più attenta percezione del quotidiano, ponendosi in una dimensione in cui gli aspetti funzionali e i valori estetici si compenetrano senza soluzione di continuità.


Favaro Roberto

Favaro Roberto


Via E. Fermi, 10/a - Mogliano Veneto (TV) (Tel. 041 5904009)

Studio: Via Milano, 7 - Marcon (VE)
Tel. 041 4568383
Fax. 041 5958021
E-mail: favarofl@favaroflli.191.it

Roberto Favaro è nato a Marcon (VE) nel 1955. Fa parte del Centro Culturale Artistico Piranesi dal 1976. Ha esposto in numerose collettive e personali. riscuotendo sempre il consenso del pubblico e della critica. Le sue opere sono l’essenza di forma,di una emozione,di un essere che in assoluto non ammette alternative.
La iniziale greve natura del ferro prende colore leggerezza e ritmo nobilitata da quell’alito di creatività che è generatore di pulsazioni vitali. L’astrazione della forma diventa quasi pudica preoccupazione di nulla togliere-compiacimenti esteriori all’emotività e alla preziosità intima che traspare dalla materia stessa, già consacrata dal fuoco del messaggio artistico e umano.
Le intuizioni formali e ritmiche del Favaro, sono ormai divenuto discorso coerente condotto con proprietà di linguaggio e con incisività di collocazione nello spazio che le vivifica. Un’artista e un’opera insomma da vedere,da scoprire e da seguire nella impegnatività ma affascinante vicenda umana e artistica.
G.C.Z.


Fontanella Carlo

Fontanella Carlo


Via Manzoni, 70 – 33085 Maniago (PN)

E-mail: carlo.fontanella@libero.it

Carlo Fontanella è nato a Torre del Greco (NA) nel 1948. Diplomatosi in scultura presso l’Istituto d’Arte e Magistero di Napoli, ha insegnato Educazione Artistica nella Scuola Media.
Tiene corsi di Disegno , Pittura e Scultura per adulti, organizzati da enti pubblici e associazioni private Ha collaborato a lavori grafico-pubblicitari con aziende del settore. E’ autore di sculture monumentali e affreschi. La sua ricerca, inizialmente ricca di dinamismo e forti contrasti, propri della sua terra di origine, si è evoluta assumendo in sé quell’essenzialità propria della terra di adozione: il Friuli.


Manganello Nazzareno

Manganello Nazzareno


Via Chiesa, 48 - 35019 Tombolo (PD)

Tel. 0495969941

La ricerca della purezza scultorea di Nazzareno Manganello ci fa scoprire un universo dalle forme essenziali e atemporali. Il gusto per la forma pura guida la sua ricerca verso l'integrità perduta, la continuità, lo spazio senza tempo. L’artista semplifica le forme e mette l'accento sugli elementi es­senziali e sulle movenze che imprime il movimento, eliminando i dettagli e l'accessorio. Manganel­lo fa nascere così una 'poesia della forma chiusa' dalle molteplici variazioni, avvolta da un'eco che attinge l'infinito.


- La Materia
Nazzareno Manganello ama la materia e le sue sculture appaiono dotate di un particolare fascino tatti le. A tratti l'artista fa esplodere la materia, vi pratica dei fori e vi incide tratti grafici. Attraverso questo processo la superficie acquista un intenso potere evocativo. La materia diventa quindi illuo­go della conoscenza irrazionale e la superficie acquista un carattere nuovo ed originale: essa pro­duce nelle sue strutture plastiche, nell'accidentalità delle sue lesioni e screpolature, l'immagine di un oggetto eroso dal tempo e scavato dalla natura. La sostanza corposa dell'argilla e i pigmenti colo­rati sono i mezzi adatti a stimolare la creazione di immagini. Lo spazio e le forme che così sorgo­no allettano a interpretazioni figurali, alla rifiessione e al pensiero.

- Il Mito
Nella sua ricerca di materiali poveri e di forme essenziali Manganello dimostra una ferma e spon­tanea volontà di espressione. Quasi una 'sonnambolica' ricerca di immagini insite nella stessa ma­teria grezza, da lui condotta a oltrepassare illimes che separa la potenzialità dall'atto. Le figure che l'artista plasma possiedono una qualità particolare, si collegano cioè ad un patrimonio di immagini e di simboli che è familiare ad ogni uomo, ma spesso addormentato nel fondo della coscienza. Ec­co perché la plastica di Manganello possiede il sapore del mito, che riaffiora mediante continue al­lusioni a mondi primordiali. Le sue sculture, nel calibratissimo e modulare gioco di volumi, toccano le corde dell'inconscio e recuperando valori universali assurgono a metafora poetica, cui si accom­pagna una lucente verità. Per animare questo strano e fascinoso patrimonio di immagini, recupera­re la suggestione della storia e renderla durevole, Manganello fa della terracotta un 'luogo emo­zionale' nel quale concentrare tutte quelle condizioni che suscitano nell'occhio una corrisponden­za emotiva, una risposta liberatrice. Egli quindi lavora la terra, la plasma, la incide, fa sì che essa man­tenga quanto più la sua purezza e nello stesso tempo acquisisca un potere evocativo.
Dalle sue superfici nascono immagini poetiche, su di esse l'occhio scivola e si lascia andare a ri­comporre scenari primitivi dal sapore mitico, incorrotto. Lo scorrere del tempo acquista un senso inesorabile negli obelischi che lo rappresentano, dove i simboli della corruzione umana si mescola­no ad elementi salvifici ed apotropaici come l'uovo o la sfera.
Anche qui la materia ci parla attraverso continue variazioni nella sua trama, attraverso implosioni che premono dall'interno l'involucro dell'opera lasciando trapelare un nucleo caldo in continua evoluzione. La voglia di delineare una nuova 'geografia terrestre' corrisponde al desiderio di rista­bilire un ordine nella natura, di scoprire i meccanismi universali che portano alla scomparsa di dub­bi, sofferenze, incertezze. Una tensione che sfocia nel desiderio di fede, nella speranza verso di­mensioni incorrotte e felici.

- L’uomo e lo spirito
Le opere di Nazzareno Manganello ci testimoniano intensamente il suo amore per la semplicità e la purezza. La figura di uomo che l'artista trasmette attraverso il suo lavoro possiede anch'essa il sapore del mito, in un'epoca in cui ciò di cui più si parla è progresso, globalità, comunicazione. LUO­mo di Manganello è l'eroe del mito, ricco nella sua saldezza morale, forte dei propri ideali, attac­cato alla propria terra con quell'amore stesso con cui l'artista plasma e modella la sua argilla. È un eroe che vive nel suo inconscio e che si proietta entro ognuna delle sue opere informandole di uno spirito genuino che le lascia intatte nel tempo e spinge la materia a farsi corpo e sangue. È uno spirito che circonda come un'aura le sue 'donne primitive', queste madri primigenie che nella cre­ta esprimono la loro fertilità ricca, il loro umore primordiale, una veracità ubertosa che riporta - ­ancora una volta - alle pagine del mito.
Ma l'uomo di Nazzareno Manganello è anche, e prima ancora, l'Uomo fra tutti gli uomini, Gesù Cri­sto. Con lo stesso intento con cui modella tutte le sue terracotte, Manganello plasma la figura di Cristo spogliandolo di ogni dettaglio, cercando di portare la forma più vicino possibile allo spirito. Per questo la alleggerisce di tutto ciò che non ritiene strettamente necessario, ne stilizza i tratti e assottiglia le membra fin quasi a rendere il tutto un'unica pura linea. Tuttavia questa sintesi plastica è straordinariamente capace di deflagrare in una molteplicità di significati simbolici, innescando una dialettica serrata fra eterno e contingente: opere come preghiere, dialoghi interiori.

- Una freccia scagliata verso l'infinito
L’opera di Nazzareno Manganello guarda al futuro, consapevole però dei valori che la tradizione ha offerto. Poniamoci di fronte alla sua opera con sguardo limpido e tentiamo di placare l'inquietudi­ne della nostra vita di tutti i giorni sublimandola nella ricomposizione di un atteggiamento interio­re finalmente ricettivo, in grazia anche della spontaneità di una riflessione che non potrà non ren­derci un po' più audaci nei nostri pensieri.

A cura di Lucia Majer
Biblos 2000

Pellizzari Laura

Pellizzari Laura


Via Jappelli, 1 - 35010 Loreggia (PD)

Tel. 0495794872
E-mail: fragmentsdeterre@gmail.com

Laura Pellizzari risiede a Loreggia (Padova) dove vive e opera. Il suo retroterra primigenio, contraddistinto da una tradizione familiare artistica, ben presto, la spinge al naturale “riavvicinamento” all’universo dell’arte. Sperimenta la sua creatività, dapprima confrontando materiali diversi, per poi lasciarsi sedurre dalla sinuosa matericità dell’argilla, dall’armonia e dalla bellezza delle forme. Giovanissima comincia a lavorare l’argilla, intraprendendo, negli anni ottanta, un’approfondita ricerca sui materiali ceramici. Successivamente riporta alla luce l’antica passione per il colore, approda così agli smalti, specializzandosi sugli stessi e sulle tecniche raku. La sua formazione culturale è di tipo umanistico; la passione per l’insegnamento, che è una componente essenziale del suo bagaglio professionale, la porta a curare nella scuola progetti ed eventi legati alle varie forme di espressione artistica. L’attenzione costante alla Psicologia Umanistica la conduce a compiere un percorso di studi presso l’”Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona” che si ispira al pensiero dello psicologo statunitense Carl Rogers (1902-1987). Rogers sostiene che in ogni individuo sia insita una tendenza alla crescita personale, all’affinamento ed espressione di tutte le proprie potenzialità: la Tendenza Attualizzante (Rogers, 1983). È in questo momento che Laura prende coscienza che, attraverso la sua ricerca, può accedere alla propria creatività più latente; comprende che la sua arte è una via per l’emancipazione interiore, per la conseguente libertà ed autorealizzazione personale; inizia così il suo viaggio di esplorazione di luoghi remoti. Ecco che la sua scultura perde parte del suo iniziale tratto edonistico, per acquisire sempre più la profondità dell’indagine psicologica. Ripercorrendo cronologicamente la sua opera, tra le prime Accumulazioni, troviamo gli scafi che rappresentano un’evidente metafora di quel viaggio che l’artista si accingeva ad intraprendere. Le accumulazioni di scarpe e bottiglie e quelle di bambini rimandano alla ricerca della femminilità e della maternità, i totem, invece, all’archetipo femminile. Nella rielaborazione del Mito Neoclassico delle Tre Grazie, il ciclo delle Piccole Veneri e delle Piccole Estasi racconta della Donna; quella donna indagata, sentita, mitologica e frammentata che l’artista pone al centro della propria ricerca, conferendole l’emblematico carattere di tutta la propria scultura. Nel silenzio delle Scatole in terracotta smaltata, l’opera “Spazio interiore” ci conduce in un’atmosfera metafisica, in cui il frammento femminile assurge, sì, ad un carattere assoluto, irreale, ma suggerisce che il viaggio nello spazio e nel tempo si conclude, sempre, nelle più celate costellazioni della nostra interiorità. Allieva del Maestro Nazzareno Manganello, ha partecipato, come scultrice, a numerosi concorsi e ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Del suo lavoro s’interessa la Critica con scritti su giornali e riviste specializzate; emittenti radio-televisive le hanno dedicato molteplici servizi; è presente in vari cataloghi d’artisti. È’ stata membro attivo del Centro per la Cultura e le Arti Visive Le Venezie di Treviso; partecipa alle rassegne d’arte dell’UCAI, dell’associazione culturale Il sogno di Polifilo, dell’Accademia Europea delle Arti e del circolo di Arte Libera di Castelfranco Veneto. Sue accumulazioni appartengono alle raccolte di Vittorio Sgarbi, Giovanni Pratesi e ad altre collezioni private, musei e gallerie in Italia e all’Estero. Dal 2005 è impegnata negli studi presso l’Istituto di Ricerca per gli studi su Canova ed il Neoclassicismo di Bassano del Grappa (Vicenza). Il viaggio di esplorazione dell’artista non conosce né approdi né fine, supera la tradizione ed i confini della sua terra e spazia nell’aura metafisica dove può ritrovare il respiro dell’infinito inafferrabile.


La communauté des femmes

Rencontrer Laura Pellizzari c’est entrer dans son théâtre de femmes. Toutes s’y ressemblent, mais toutes y sont plus féminines les unes que les autres. Rencontrer Laura, c’est donc basculer dans un monde étrangement métaphysique.
Empirique et immanentiste, l’espace métaphysique est, pour l’artiste, terrestre – et il traverse notre présent, nous parcourant en tous sens. C’est ainsi que, dans sa nudité et sa répétition, la centralité de la personne ouvre sur l’espace intérieur infini…
L’absence de bras et de pied nous éloigne de l’homme d’action, de l’agissant. Y compris du marcheur métaphysique à grands pas d’Alberto Giacometti. La femme sans bras ni jambes est l’être méditatif par essence : l’être de la métaphysique. Je veux dire son objet aussi bien que son sujet.
Avec ses Piccole Veneri, Laura Pellizzari reprend et poursuit son interrogation de la féminité, initiée dans ses Accumulations, sa série précédente. Mais une féminité réduite à l’essentiel.
Elles ont cette grâce et cette fragilité de la féminité moderne qui fait de sa sculpture une véritable gageure. En même temps, leurs visages et leurs chevelures marquent l’étonnement et la candeur. Aussi, la sensation éprouvée à leur contact est-elle forte, puisque c’est la sculpture qui nous interroge !
Sur quoi nous interrogent-elles ? Sur rien de précis. Mais en nous regardant droit dans les yeux, elles nous interrogent sur nous-mêmes. Et au sein de ce dialogue qui s’installe alors entre nous, elles nous font entendre notre for intérieur.
Or, étant donné qu’une femme seule serait par trop déséquilibrée – si j’ose dire –, les Piccole Veneri évoluent par groupe de deux ou trois dans l’immobilité de la terre cuite, où elles atteignent à l’harmonie : deux femmes offrent l’équilibre ; trois, la perfection…
Parvenu en cet endroit de l’inactualité de nos rêves ancestraux, nous rencontrons les Grâces et l’actualité de la mythologie. Laura nous les présente : Venere est la grâce de la végétation et des jardins ; Vesta est celle de la maison et du foyer ; Pallade, enfin, est celle de la vie et de la naissance…
Selon la tradition, elles sont sœurs ; elles sont nues ; et elles dansent en se tenant par les épaules. Mais dans le théâtre mental de l’artiste c’est leur pensée qui danse sur l’arc sonore de la ronde, tandis que ses Grâces, assises, dialoguent sur la force transversale des femmes. A travers la famille, la société, l’histoire et la géographie …
C’est donc l’évanescence de la parole dialogique qui enveloppe le groupe et le cimente en un ensemble indivisible. Et ainsi, toujours déjà là, la communauté est-elle partagée dans le silence de notre intimité.
Ces jeunes femmes mobiles-immobiles nous disent, en effet, que l’Homme n’existe jamais seul, que la communauté commence à deux, et que la féminité est en chacun de nous.
Bruno Cany

Rossetto Maurizio

Rossetto Maurizio


Viale Venezia, 137/bis Z.I. Campidui 31015 Conegliano (TV)

Tel. +39 3331473215


Email: mail@mauriziorossetto.it


Sito web: www.mauriziorossetto.it

Calendario Arte in fiera Dolomiti


dal 13 Dicembre 2014 al 08 Gennaio 2015


A tutti i visitatori verrà fatto omaggio del Calendario


ARTE IN FIERA DOLOMITI 2015


Arte in corsia treviso


dal 01 Dicembre 2014 al 06 Gennaio 2015


Mostra Arredamont


dal 25 Ottobre 2014 al 02 Novembre 2014


Mostra collettiva alla Loggia dei Cavalieri di Treviso


dal 04 Ottobre 2014 al 05 Ottobre 2014


Arte in fiera Longarone


dal 26 Settembre 2014 al 29 Settembre 2014


Mostra incontro tra pittura e scultura


dal 21 Settembre 2014 al 12 Ottobre 2014


Palazzo Ancillotti di Crocetta del Montello


Sala d'arme 2014


dal 21 Giugno 2014 al 29 Giugno 2014


Maurizio Rossetto nasce a Treviso nel 1964. A 14 anni inizia il suo percorso lavorativo presso un’ officina fabbrile dove si occupa della lavorazione del ferro battuto. A 18 anni abbandona la lavorazione del ferro per dedicarsi alla lavorazione del legno in qualità di falegname presso un’azienda di arreda menti su misura. Da subito si innamora del legno massello e da autodidatta si cimenta nell’esecuzione di sculture usando legni pregiati, accostando anche sculture in marmo, metallo e ceramica. I sui ultimi lavori si concentrano soprattutto sulla lavorazione del marmo accostato ai metalli nobili, oro e argento, come all’acciaio.


Critica della dottoressa Samantha Cipolla:





MAURIZIO ROSSETTO - TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE


Maurizio Rossetto rappresenta l’ultimo anello di un filo conduttore della scultura veneta, che inizia da Arturo Martini e finisce con Simon Benetton. O meglio più che l’ultimo anello, rappresenta la sintesi che unisce il passato con il presente, la tradizione con tecniche innovative e ricerca dei materiali. E’ tutto questo Rossetto, che opera a Treviso e che ha iniziato studiano i materiali diventando da artigiano, artista. Inizia infatti per gioco, facendo l’arredatore di mestiere ma volendo approfondire il tratto delle incisioni e inserendo nei suoi mobili, materiali diversi (come i metalli preziosi con al foglia d’oro e d’argento.) inizia così dal legno, approfondendo il “Mestiere” non inteso come banale professione ma piuttosto come una vocazione tesa ad esprimere le tensioni creative attraverso lo studio delle tecniche della lavorazione del legno. Assecondando le venature, ma anche inventandosi come accostare le diverse materie. Poi così il passaggio dal legno al marmo è quasi dovuto, ma mai scontato.


Grazie a tecniche diversificate, Rossetto riesce a dominare la materia, intensifica la singolarità irripetibile dei suoi ferri, nel rimando continuo tra materia e forma. L'artista instaura con il materiale una sorta di corrispondenza formale, interpretandone la fisicità che si intensifica attraverso gli strumenti da lavoro: le frese, gli scalpelli. Dal bassorilievo, che serve per affinare la tecnica, si passa alle opere monumentali. E’ così, attraverso la compattezza della materia alternata ai vuoti e alle incisioni che si crea una relazione con l’ambiente e che crea suggestioni. Si crea un equilibrio solido fra le strutture della scultura e il vuoto che gli sta intorno e che la penetra, creando nell’insieme un elemento compatto ma vibrante.


Scultura come testimonianza parlante di un passato e di un vissuto, che può essere rievocato, ma non rivissuto: piuttosto una tensione verso l’innovazione, ripercorrendo nella memoria la strada tracciata da altri per giungere a conclusioni completamente autonome. Realizzando ogni opera, l'artista inventa di continuo nuove situazioni plastiche, nuovi equilibri, nuove vibrazioni.


Così mi piace ricordare ciò che scrisse Arturo Martini in una lettera a Francesco Messina nel 1926: “L' arte è unicamente meraviglia, sostiene in una e più avanti la mano che agisce mi disturba la creazione e penso di creare nella perfetta oscurità come un cieco... guardati da me, io sono in fondo un demonio che passeggia sulle rovine.” E come un demiurgo, Rossetto plasma la materia togliendo ogni riferimento a proporzioni e naturalità. Anche nei suoi ritratti, ma sempre nella scultura parlando, le sue donne sono emblematiche, solo con cenni antropomorfi dove la fisicità lascia il passo alla tecnica. Non c’è naturalezza ma piuttosto lirismo.


Individuare il senso di uno sviluppo progressivo nella produzione di Rossetto diviene estremamente arduo perché il possesso di un linguaggio straordinariamente ricco di potenzialità espressive consente di elaborare, senza venir meno ad una fondamentale coerenza di stile, una grande varietà di soluzioni che di volta in volta si sviluppando in base ai temi sui quali Rossetto stesso si cimenta: dai complessi monumentali ai basso rilievi.


Ama molto l’arte astratta, e quando realizza figure, queste incarnano la natura umana con i suoi sentimenti e le sue tensioni.


Talvolta, pur nella solidità della materia, esprimono grazia, leggerezza, eleganza, serenità; talvolta manifestano aggressività, violente reazioni, quasi a voler testimoniare le due facce di una stessa realtà.


Nelle sue opere s’incontrano e si scontrano gioie e dolori.


La sua arte non nasce comunque in particolari momenti di sofferenza, non rappresenta la reazione ad uno stato di disagio, ma nasce dal superamento della sofferenza, in particolari momenti di serenità.


La materia tagliata, a volte incisa, racconta sentimenti, rivela la conoscenza da parte dell’artista dell’essere umano, con i suoi pregi e difetti, con la sua ricchezza e aspirazioni.





L'Arte trevigiana tra valori e società


dal 08 Giugno 2014 al 22 Giugno 2014





Mostra personale Artemente Jesolo


dal 01 Giugno 2014 al 07 Giugno 2014





ARTEMENTE GALLERY JESOLO


Via Mameli 37, Jesolo Lido


Elegante spazio espositivo che offre visibilità agli artisti che scelgono di aderire ai progetti ideati anche in collaborazione di critici e docenti qualificati, per una più attenta selezione.


Fonte: www.artementegallery.wordpress.com





Mostra Accademia europea delle Arti


dal 03 Maggio 2014 al 31 Maggio 2014





Nessuna ‘veste’ particolare, ma solo l’ammirazione, la conoscenza e l’amicizia che mi lega ad alcuni degli artisti di questo cenacolo internazionale dell’Accademia Europea delle Arti mi giustifica a prendere qui la penna. Lo faccio ben volentieri, per esprimere il ‘grazie’ di un amante dell’arte a questi 26 artisti del nostro tempo che hanno voluto mettere assieme le proprie opere per così esprimere, in maniera concreta e con tutta evidenza, il concetto di un’Arte che è


‘cuore’, come citato nel felice titolo dell’edizione di quest’anno.


‘Cuore’, parola che come nessun’altra concentra una somma infinitamente variata di metafore, con implicazioni che, dalle più dirette, emotive e sentimentali, possono subito salire ai profili più alti e addirittura morali e filosofici – si unisce qui al concetto di ‘Europa’; quest’ultimo al presente ‘difficile’ e sotto discussione, come ben sappiamo.


Tuttavia, si tratta essenzialmente di ‘difficoltà’ dell’economia e della politica, e non possiamo credere che esse possano addirittura prevalere su valori di unione e storica comunanza identitaria che speravamo acquisiti e largamente condivisi: quelli della cultura e, in particolare, dell’Arte. Gli amici artisti presenti sono qui a dircelo con forza.


Testimonianza importante – la loro – proprio in tempi di ‘smarrimento’ che speriamo solo contingente.


Dunque, agli artisti e agli organizzatori, un sincero ringraziamento e un incoraggiamento per il futuro, unito ad un auspicio: la loro consapevole, tenace fiducia nella forza ‘sociale’ dell’Arte – che nasce dalla individuale personalità dei linguaggi scelti e per definizione si fa ‘comunicazione’ – contribuisca a rigenerare un’identità europea autentica e forte, libera e come del resto sempre fu nella Storia ‘aperta’ (notevole l’accoglienza di colleghi della vicina sponda meridionale del Mediterraneo e addirittura del Giappone!). Siano gli artisti i primi rinnovatori nel difficile presente di una identità Europea basata primariamente proprio sulla cultura e suoi universali alti valori di civiltà.


Un ultimo pensiero mi sia qui concesso: l’edizione di quest’anno si tiene nel bellissimo chiostro dell’ex convento di Santa Margherita degli Eremitani; quest’anno è il settantesimo anniversario del bombardamento alleato di Treviso e soprattutto di quel tragico 7 aprile che, nella immane rovina della città, travolse gravemente anche queste storiche mura. Solo recentemente recuperate e restaurate quale degnissima sede dell’Archivio di Stato di Treviso, esse ospitano


questa rassegna d’arte europea; voglio vedervi un felice simbolo di superamento degli odi e delle illogiche divisioni che, appunto settanta anni fa, dilaniarono il nostro continente. Ricordando e meditando ciò, con l’Arte negli occhi e soprattutto nel cuore, volgiamoci sicuramente fiduciosi al futuro.





Arch. Andrea Bellieni


Responsabile e Conservatore del Museo Correr - Venezia


Fonte: http://www.trevisoinfo.it/mostra-arte-cuore-d-europa-treviso.htm


Mostra Miniquadro


dal 26 Aprile 2014


Mostra collettiva dell'Associazione artisti trevigiani


Mostra presso artemente gallery Jesolo



dal 01 Dicembre 2013 al 31 Gennaio 2014


Arte Padova 2013


dal 15 Novembre 2013 al 18 Novembre 2013


La XXIV edizione di Arte Padova, Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea.


Fonte: http://www.padovaoggi.it/eventi/fiere/arte-padova-2013.html

Wengler Haan Mathilde (Tilly)

Wengler Haan Mathilde (Tilly)


18, rue d‘ Offenbach - L-4270 Esch Alzette

Email: tillywenglerhaan@gmail.com
Tel: 00352621775646


TILLY WENGLER- HAAN  née 1947

MAHA

Vie et travaille à Esch / Alzette / Luxembourg


Professeurs et charger de cours

MARKIEWICZ Lidia              1988-1993              Kulturkres  Esch / Alzette                  

MAYER Schorsch                   !991-2000              Arts et métiers & Toscane  (I.)

PENKIN                                  1992                        CEPA

MRAZKOWA  Iva                   1993                        CEPA  Rep. Tchèque

PLAMEN  Bonow                   1994-1998              CEPA

NUNZIATINI Laurent          1995                         Konschthaus Dudelange

VERMEULEN Chantal         2000                         Dion le Val (B)

SCUDA Madia                       2004                         Strassen

REDING Alex                        2004-2017               Esch/ Alz.  Ettelbruck -Mamer

ALMMEIER Gehard            2013                          Bodensee 

BUTROS Ronheim                2009- 2010  -2011-2012 -2013-2014- 2015-2016 Carrara (I)

Katharina Lichtenstein       2014                           Bodensee  

  Martin Wiese                                                        Schwarzwald (D)

   Tom Flick                                                           Luxembourg

Rudolf Zilasco                      2015                         Bodensee


EXPOS EN GROUPE

Amnéville                         Esch/ Alzette

Audin le Tiche                  Lellgen

Thionville                         Bettembourg

Maizières les Metz           Dudelange

Revin                                Useldange

Cattenom                          Schifflange

Paris                                 Luxembourg- Ville

Gembloux                        Mondorf les Bains

Merzig                             Ellange

Losheim                           Tele vie 2004 café UBU Théâtre Esch Alz.

                                         Differdange 


Art et Travail Luxembourg 2006


Konscht an der Natur  Ellergron Esch- Alz. 2009

10.ten Anniversare „ATELIER OP RAEMERECH“


2013  Larochette –H2O –Mondorf les Bains –La Chiers Differdange

 an Roussen  Pétange

2014  Paris -Casino Mondorf- les Bains-Differdange –Cap- Steinsel  

2015 PARIS   Mamer- Esch- Alzette, Mondorf- Bains   Differdange


EXPOS individuelles                                  PRIX 


La Galerie  Esch- Alz                                Audin le Tiche          Cepal Prix Spécial

Château de Bettembourg                          Thionville                  3ième Prix

Atelier OP RAEMERECH                       Gembloux                 médaille d´Argent Nationale

Syndicat  INI Mondorf les Bains             Gembloux & Paris    médaille d ´Argent Internat.


PRIX

Audin li Tiche Cepal Prix Special

Thionville 3ieme Prix

Gembloux médaille d’argent nationale

 Gembloux & Paris médaille d’argent internationale


 Pont veuf Paris 2012 -2013-2014 A.I.D.A.L.           Paris Montmartre 2012 AEA          Prix Sculpture


2015Eglise St. Pierre Montmartre –Mondorf les Bains-Perl-Differdange H2O



2016 Galerie MONOD Paris

Abtei Neumunster Luxembourg

Bierger a Kulturhaus  Mondorf Bains

H2O Differdange

Participe depuis quelques années ATELIER OUVERT (  Ivette Rischette)

Donne des cours de peintures à Esch- Alz.  depuis 1999 dans son Atelier «   OP-RAEMERECH »


Donne des cours de peintures  Seniors 

(Commune de Sanem  Differdange ) 2004-2013


MTK MEDITATION an KEATIVITAET 2000-2017

Membre ART & CREATION Mondorf –BAINS 2000-2015-2017

Membre ART VIVANT Differdange 2007-2015-2017

Membre de l’Académie Européenne des Arts 1998-2001—

2010-2015- 2017

Membre Académie int.des Arts et Lettres Paris 2012-2013-2014-2015-2017


Personen zentrierte psy Beraterin –

 Formation Psy  GSP  -Therapeut ENELPH –Schamane-Huna -Maître Reiki 

 Medialen –intuitiven Berater- Spiritueller Geistheiler DGH Mitglied 2015-2017

 Hypnose  Therapeut


Projects 2017

 Catternom                                                           France- 

 AEA                                                                     Italie-

 Caves Bernard Massard Grevenmacher         Luxembourg-

Ateliers ouverts  Esch Alzette                            Luxembourg

Art Creation  Mondorf Bains                            Luxembourg

Art vivant Differdange                                       Luxembourg 

Galerie OP der Cap ( individuelle) Capellen   Luxembourg
AEA                                                                     Luxembourg